il SUET romano: compilare le CILA sullo sportello telematico

Come già avrete avuto modo di sapere, per chi segue questo blog o la mia pagina Facebook, da qualche settimana nella capitale è in funzione lo sportello unico dell’edilizia telematico (SUET), che è un gigantesco passo in avanti rispetto alla precedente procedura di deposito delle pratiche amministrative ma, parallelamente, presenta delle problematiche (che in parte si potranno sciogliere col tempo) che creano qualche problema nell’uso. Trascrivo qui di seguito degli appunti per utilizzarlo senza impuntamenti, sperando di trovare successivamente il tempo per tenere aggiornato il post.

Il sistema sembra macchinoso ma in realtà è semplice: si tratta di compilare direttamente sulla piattaforma digitale il modulo che prima era cartaceo. Inserendo infatti tutti i dati correttamente, alla fine della procedura è possibile stampare sia il modulo compilato (che nel SUET si chiamerà richiesta di intervento) sia la relazione tecnica, che nel cartaceo in verità era un unico modulo.

Nella mia esperienza personale col SUET ho visto che è cosa buona compilare la domanda tutta insieme, senza lasciarla in “giacenza” per troppo tempo sul sistema: in alcune pratiche, per esempio, ho avuto difficoltà ad inserire in un secondo tempo dei nuovi intestatari dopo aver inserito il primo. Comunque appunto il sistema vi consente di aprire una domanda e compilarla man mano che vi arrivano i dati. Se il vostro committente è l’affittuario di un immobile, dovrete inserire il vostro committente come soggetto capofila, e poi anche il proprietario come soggetto titolare di diritti reali. In caso di più proprietari, o di persone che hanno diritti diversi sullo stesso immobile (p.e. uno ha la nuda proprietà, l’altro l’usufrutto) vanno inseriti tutti, ma uno solo dovrà essere capofila.

Il committente capofila dovrà necessariamente essere iscritto al portale di Roma Capitale: la registrazione è veloce e vengono date subito le credenziali per accedere al sistema. il capofila NON deve avere la firma digitale: quella la deve avere solo e soltanto il tecnico compilatore. Il soggetto capofila sarà quello che invierà fisicamente l’istanza quando il tecnico l’avrà compilata ed “inviata”.

Con il sistema telematico non è più possibile evitare di lasciare in bianco alcuni campi, poiché il sistema vi validerà le diverse schede solo dopo una compiuta compilazione, e vi metterà a disposizione il tasto per l’invio solo dopo che tutte le schede richieste saranno state correttamente validate.

Il tecnico, di default, firma solo in qualità di progettista: se si è anche direttore lavori, bisogna aggiungere un nuovo tecnico ed inserire sè stessi come tecnico direttore lavori. Ovviamente nelle pratiche che sono esclusivamente a sanatoria dovete firmare solo come progettisti: non ho provato comunque ad inviare CILA non in sanatoria senza direttore lavori: in teoria ve le dovrebbe prendere comunque. Se è stato nominato un coordinatore della sicurezza, può essere inserito tra i tecnici. Nelle istruzioni generali del SUET è scritto che la lettera d’incarico è facoltativa, ma, di fatto, se non la mettete il sistema non vi validerà la scheda. Io ho fatto una bozza di lettera d’incarico standard, in cui non è necessario inserire anche l’importo che avete pattuito: secondo me è sufficiente che siano inseriti gli estremi del tecnico e del committente e l’elenco delle attività che vi sono state conferite (potete anche inserire attività delle quali non vi è stato dato l’incarico, per esempio la sicurezza o il ruolo di responsabile dei lavori: in alcuni contesti problematici una lettera d’incarico ben fatta può essere di grande aiuto).

Se non avete una impresa, dovrete selezionare l’apposita spunta su “opere in economia”, ma attenzione: se l’intervento riguarda degli impianti soggetti a certificazione (elettrico, idrico, gas, insomma tutti) dichiarare che non c’è nessuna impresa è un controsenso che può essere indagato ed eventualmente perseguito.

Non mi soffermo sulle singole schede del sistema perché mi sembrano abbastanza intuitive: sono di fatto gli stessi argomenti che abbiamo già trattato sempre su tutti gli altri post che hanno riguardato la CILA. Giusto due parole su quello che spaventa alcuni: il fatto che ad un certo punto chiede di inserire il valore OMI dell’immobile. Se non avete una pratica onerosa, questi dati possono essere tranquillamente omessi.

Due parole riguardo alla sovrintendenza capitolina: circa un mese dopo l’avvio del SUET la Sovrintendenza ha emanato una circolare con la quale, implicitamente, annulla l’obbligo del parere preventivo per le opere che ricadono in CILA e nelle morfologie degli impianti urbani. In tutti gli altri tessuti della carta per la qualità, permane invece l’obbligo tassativo di richiedere il parere preventivo PRIMA di iniziare i lavori: tenete conto delle tempistiche necessarie e comunicatele per tempo alla vostra committenza.
Una volta che avrete compilato tutti i campi e tutte le schede saranno correttamente validate, potrete cliccare per l’invio definitivo dell’istanza. Attenzione: anche se cliccherete su invio, la pratica non verrà ancora protocollata. Una volta inviata la pratica, al soggetto capofila verrà recapitata una notifica con la quale si chiederà di procedere all’invio e alla protocollazione: a questo punto, il capofila deve accedere alla propria area riservata del sito del comune e procedere alle poche fasi per il perfezionamento ed invio della procedura. L’unica cosa che il committente dovrà fare sarà caircare sul sistema le reversali di pagamento. Queste reversali possono anche essere predisposte e pagate dal tecnico, l’importante è che siano correttamente intestate al soggetto capofila.
Noterete che non è più possibile fare un unico pagamento di diritti di segreteria ed eventuali sanzioni: le reversali adesso sono separate, quella per i diritti di segreteria è obbligatorio che sia fatta on line (può eventualmente anche essere pagata presso le rivendite sisal, se non volete pagare on-line con carta di credito), mentre quella delle eventuali sanzioni (per CILA in corso d’opera o lavori eseguiti) può essere fatta anche con bonifico: in tal caso, bisogna allegare la ricevuta con il CRO/TRN.
Quando il soggetto capofila avrà esaurito la procedura, la pratica verrà definitivamente inviata e protocollata, e riceverete appunto una ricevuta di protocollo. In un primo momento e per qualche giorno la pratica permarrà in uno statoin istruttoria” per poi tramutarsi col passare del tempo in “comunicazione ricevuta“.
per procedere al fine lavori, bisognerà aprire la sezione “richieste” del suet, selezionare la CILA interessata (la quale ovviamente dovrà essere protocollata, ma forse può stare anche nello stato “in istruttoria” per essere chiusa o integrata), e cliccare sul tasto “invia comunicazione”. Questa è la procedura che serve per fare volendo anche comunicazioni informali; il fine lavori è invece una delle comunicazioni formali, per cui dovrete selezionare la relativa spunta: riempite dunque il campo a testo libero con delle generalità e procedete all’invio.

Contrariamente a come vorrebbe la logica, gli allegati al fine lavori potranno essere inviati soltanto DOPO aver inviato e protocollato la comunicazione. Per aggiungere gli allegati, andate nella sezione “notifiche”, dove dovrà comparire il fine lavori appena inviato. A questo punto vedrete che in fondo alla pagina c’è la possibilità appunto di caricare dei file in allegato: selezionate la comunicazione di fine lavori e quindi inviate i file che ritenete opportuni.
Questa procedura vale per qualunque tipo di notifica vogliate inviare: non è possibile infatti caricare allegati generici nell’istanza vera e propria.
Considerate che il sistema non riconosce i file in formato pdf A, ma solo il “semplice” pdf.

Nei mesi seguenti la piattaforma verrà allargata anche alle SCIA, alle DIA ed ai PdC.

Considerate che il sistema è ancora in evoluzione, i dettagli della procedura potranno subire variazioni in futuro.

Source: Diari di un Architetto

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