decreto SCIA 2: cosa cambia nella sostanza

Tra poco dovrebbe essere pubblicato il Decreto Legislativo “SCIA 2” (ancora non ha un numero ufficiale perché non ancora pubblicato in gazzetta) che andrà ad apportare alcune modifiche al DPR 380/01. Questo post si basa sulla bozza di decreto messa a disposizione da Edilportale. In questo post, vorrei brevemente capire con voi cosa andrà a cambiare nella sostanza.

Il presente post si basa sulla bozza di decreto pubblicato sulla pagina linkata: la versione definitiva potrebbe subire ulteriori  modifiche.
il decreto si compone di due parti: il corpo del decreto vero e proprio, di poche pagine, che contiene le modifiche da apportare al DPR 380/01, ed un allegato molto corposo, che contiene delle tabelle nelle quali viene specificata la corrispondenza tra titolo edilizio e tipologia di opera. Il decreto interviene anche nel definire meglio anche la SCIA commerciale, ma in questo post mi occuperò solo dell’aspetto edilizio.
il Decreto impone al Ministero delle infrastrutture di produrre, entro 90 giorni dalla pubblicazione, un testo contenente un “glossario unico” delle definizioni urbanistiche ed edilizie: se fatto bene, questo glossario potrà essere molto utile. Viene nel frattempo imposto ai Comuni di pubblicare un proprio glossario temporaneo: probabilmente per Roma verrà semplicemente confermata la circolare del 2012 da cui è nato lo schema riepilogativo degli interventi edilizi redatto dal municipio ex IX.
Ambigua, ma interessante, la frase finale del comma 2 art. 1 del decreto che sembra voler dire che i Comuni sarebbero obbligati a fornire un parere preventivo sulle procedure edilizie, un po’ come dovrebbe avvenire con le autorizzazioni antincendio; la frase tuttavia è troppo vaga e non specifica nulla. Se, comunque, l’intenzione del legislatore fosse quella di introdurre una sorta di interpello a risposta scritta preventivo e vincolante, propedeutico alla presentazione successiva di un titolo edilizio, sarà una cosa veramente utile soprattutto in quei contesti in cui prendersi delle responsabilità come tecnici privati diventa troppo rischioso

Qui di seguito commenterò prima le modifiche introdotte al DPR 380 nella prima parte del decreto e, successivamente, parlerò della tabella A.

MODIFICHE AL DPR 380
Le modifiche apportate al testo unico dell’edilizia sono abbastanza diffuse ma tutto sommato si possono sintetizzare nelle seguenti:
    1.  viene introdotta, nella L 241/90, un doppio regime di SCIA: quella di cui all’art. 19, ovvero la SCIA che già conosciamo, e quella di cui all’art. 19bis (ancora da pubblicare al momento della redazione del presente post) e la SCIA unica: rimando ad un eventuale successivo post l’approfondimento riguardo a questa differenza.
    2. scompare la CIL, ovvero la semplice comunicazione non asseverata, in quanto il decreto abroga i commi 2 e 4 dell’art. 6 che vi facevano riferimento, spostando gli interventi ivi previsti sotto il comma 1 dell’art. 6, cioè attività totalmente libera. Forse questa è una delle novità più interessanti stante il fatto che la CIL prduceva delle incongruenze evidenti, come quella di avere un costo amministrativo (per Roma 250 euro circa) per autorizzare opere del tutto minori (pavimentazione spazi esterni) o di risparmio energetico (installazione pannello solare per Acs);
    3. la CILA avrà un articolo tutto per sè, il 6 bis, ma nella sostanza non cambia nulla rispetto all’attuale procedura. purtroppo rimane l’ambigua indicazione relativa alla variazione catastale, che sarebbe da assolversi da parte del Comune invece che a carico del committente dei lavori: il legislatore purtroppo non si rende conto che l’amministrazione comunale non ha gli strumenti per poter operare sugli archivi catastali, dunque il concetto dovrebbe essere che la CILA ha valore anche come variazione catastale, pur se non viene realizzata in concreto: da come però è scritta la legge, di fatto continuerà ad essere preferibile procedere autonomamente e con il proprio tecnico alla variazione catastale, per non incorrere in dubbi interpretativi e problemi;
    4. la DIA scompare definitivamente, dopo che, ultimamente, era stata relegata solo ad alcune limitate funzioni residuali (come nell’applicazione dell’art. 22 comma 3 – che diventerà art. 23 comma 01 dopo la pubblicazione di questo decreto – o, a Roma, nei cambi d’uso tra categorie differenti in immobili non adibiti ad esercizio d’impresa): si chiamerà adesso SCIA, ma, nella sostanza dei fatti, non cambia gran ché in quanto le opere che sono soggette ad onerosità continueranno ad esserlo. L’unico vantaggio concreto è che la SCIA non prevede i 30 giorni di silenzio-assenso al contrario della vecchia DIA. Sostanzialmente si tratta quindi di aver cambiato nome ad una procedura che rimane sostanzialmente uguale;
    5. la procedura per il rilascio del certificato di agibilità si trasforma nella “segnalazione certificata di agibilità“: sostanzialmente, oltre a cambiare nome, l’unica altra cosa è l’implicita trasformazione in una comunicazione in cui la responsabilità ricade esclusivamente sul tecnico asseverante; per il resto, come detto, proceduralmente non cambia gran ché.

    come visto insomma ci sono molte cose che cambiano nome ma pochi cambiamenti concreti alle procedure reali che noi tecnici andremo a realizzare di qui a poco.

    INTRODUZIONE DELLA TABELLA A

    Come detto, il decreto è composto anche da un corposo allegato, la Tabella A, in cui viene dettagliata la corrispondenza tra tipologia di intervento e titolo edilizio richiesto. in sostanza, si tratta di una tabella in cui vengono risintetizzati i temi già trattati nello stesso decreto (e nel DPR 380/01), dunque, anche in questo caso, non viene di fatto detto o introdotto nulla di sostanzialmente nuovo. Anche qui, forse la novità più interessante potrà essere il glossario che il decreto chiede al ministero delle infrastrutture, che potrebbe aiutare a definire meglio i contorni di validità delle singole procedure nei casi non chiaramente riconducibili a nessuna casistica.
    Si possono comunque notare alcune novità contenute nella tabella A che andranno a modificare la prassi per esempio nella città di Roma. Le sintetizzo qui appresso senza pretesa di esaustività:
    1. a seguito dell’eliminazione della CIL, come visto sopra, diventano attività totalmente libera le pavimentazioni esterne (punto 27) e l’installazione di pannelli solari e fotovoltaici a servizio delle singole unità (punto 28). I pannelli solari non sono esplicitamente trascritti nella tabella, ma sono citati nel nuovo art. 6 comma 1; se in zona A di PRG sono comunque soggette a CILA (in realtà non è specificato ma secondo me vi ricade come clausola residuale di cui al punto 30);
    2. vengono ampliate le competenze della CILA ad ulteriori opere tra cui anche le varianti ai permessi di costruire con anche modifiche di sagoma (in immobili non vincolati, punto 35), la realizzazione di pertinenze (punto 34), ed altro. Ciò potrebbe pensare al ritorno in auge della CILA in variante alla CILA, attualmente di fatto scomparsa;
    3. interessante la distinzione, prima assente, tra manutenzione straordinaria leggera e pesante: la prima è quella che conosciamo, e che rimane in CILA, la seconda si ha quando l’intervento riguarda le strutture, e rimane, come oggi, in SCIA. 
    4. Anche nel risanamento conservativo viene individuata la distinzione tra leggera e pesante: stavolta la differenza è sostanziale in quanto nella prima si opererà in CILA, nella seconda in SCIA, posto invece che adesso si operava sempre in SCIA. il RC leggero contempla opere anche di installazione nuovi impianti a servizio delle unità edilizie (posto che sarà indispensabile attendere la pubblicazione del glossario) e si potrebbe quindi pensare che in CILA possano rientrare anche l’installazione di caldaie esterne o anche le relative canne fumarie (sarà difficile ma vedremo il glossario), operazioni che oggi vanno in SCIA o DIA; il RC pesante si distingue dal leggero solo quando interessa parti strutturali dell’edificio. Viene pertanto reso molto simile alla manutenzione straordinaria per quanto riguarda il regime autorizzativo. In ciò vi è variazione rispetto a prima perché il RC ricadeva sempre in SCIA, quantomeno a Roma;
    5. anche gli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche vengono ora distinti in leggeri e pesanti: sono leggeri (punto 21) quando non comportano realizzazione di ascensori esterni e in generale quando non riguarda la sagoma, e vanno in attività totalmente libera; sono pesanti (punto 22) in tutti gli altri casi, compresi ascensori esterni, e vanno in CILA;
    6. per quanto riguarda la ristrutturazione edilizia, si va a confermare l’interpretazione romana che si è sempre data: è pesante (ex art. 22 comma 3) quando contempla la modifica di prospetti e volumi e quando, in zona A, contempla mutamento di destinazione d’uso urbanisticamente rilevante, e andrà d’ora in poi in SCIA o in autorizzazione; negli altri casi si parla di ristrutturazione leggera (punto 6): qui rispetto a prima non cambia veramente nulla, prima era DIA (art. 22 comma 1 o art. 22 comma 3) ora si chiamerà SCIA;
    7. riguardo al mutamento di destinazione d’uso, di cui al punto 39, vi è invece un inasprimento delle procedure: oggi vanno serenamente in DIA, mentre invece per come sono indicati andrebbero d’ora in poi in permesso di costruire (ma con silenzio-assenso);
    le porzioni successive della tabella riguardano ulteriori dettagli relativi alle procedure da adottare in caso di presenza di vincoli; prosegue ancora con la descrizione dei procedimenti da seguire DOPO l’esecuzione dei lavori, ma qui in diversi punti si contraddice con la normativa stessa. per esempio, il punto 102 sembrerebbe dire che dopo l’installazione di un impianto solare bisognerebbe inviare una comunicazione, ai sensi del d.lgs. 28/2011 art. 7: ma questo articolo parla di comunicazione preventiva ai lavori, e non successiva, ed in ogni caso il decreto che stiamo commentando sposta invece l’intervento nell’attività totalmente libera. Speriamo che in sede di avallo definitivo questa ed altre piccole incongruenze vengano risolte.

      Source: Diari di un Architetto

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